Brilla di Luce propria

“Siate Luce a voi Stessi”
(Buddha)

Lo Yoga è un filo invisibile che conduce attraverso i suoi strumenti verso l’interno,  nelle profonde stanze del nostro Essere, nella nostra vera casa che è la nostra vera Essenza. È proprio come quando si entra in casa e ci si toglie le scarpe e  dei vestiti per essere leggeri e sentire  sé stessi liberamente, così anche l’Anima si spoglia  dai veli di personalità ingombranti, che altro non sono che il magazzino del nostro subconscio: una raccolta di tutte le nostre esperienze e tutte le nostre memorie, che portiamo come un fardello a partire dalle nostre  origini e dai  nostri antenati, dai nostri anelli familiari.  Tutto questo forma una rete psicofisica dentro di noi, che viaggia attraverso i neuroni, creando all’interno del corpo una mappa invisibile fatta di veri e propri vortici di energia: la somma delle caratteristiche elettriche e magnetiche delle cellule dà luogo al campo elettrico e magnetico dell’intero corpo.

 In poche parole le nostre emozioni si traducono in esperienza corporea, agendo su di noi in forma di tensioni muscolari. Se le emozioni restano inespresse o irrisolte, le tensioni muscolari permangono nel corpo, fino a provocare dolorose contrazioni o spasmi.

Lo Yoga diventa una guida pratica di scioglimento di tensioni e  apertura di energia  riportando il nostro essere nel principio di Unità. È come togliere un Velo che divide il Corpo dall’Anima. Una trasformazione alchemica, la via della liberazione da tutte quelle sovrastrutture della mente che abbiamo ereditato, e conduce al “Vero Sé”, spogliato e divenuto Essenza.

Dunque lo Yoga non è una teoria ma è una pratica che ci guida verso la connessione dal conscio all’inconscio per via della pulizia del subconscio. Quando torniamo alla consapevolezza dell  “Io sono”, all’origine del Seme iniziamo a vivere la nostra esistenza nella più sacra Verità di ciò che siamo veramente, nella traiettoria da “dentro a fuori” che è la fonte della felicità autentica, perché ci ricollega con il nostro cuore.

Lo Yoga è la giusta via per riportarci nel Seme della nostra origine e creare da lì la nostra Vita, procedere dall’identificazione: “Io Sono”. Il più grande equivoco che si possa fare è procedere dal  “Io ho” in primo luogo come l’identificazione, perché cambia totalmente il nostro disegno, lo trasforma in una traiettoria da “fuori al dentro” e si allontana sempre di più dalla nostra Anima, dalla fonte della felicità autentica, dalle possibilità del flusso naturale della  Vita. Dalla nostra essenza che è Luce. La Luce è ciò che rimane quando si inizia a togliere dalla consapevolezza dell’ “Io ho” e amplificare “Io Sono”.

Cosa accade tecnicamente?!

Tecnicamente quando idratiamo il corpo ed i nervi con l’espansione e l’estensione delle posizioni Yoga, lo stress che satura il cervello si diffonde e scorre in tutto il corpo liberando il cervello dalla fatica ed il corpo espelle questa intossicazione con il movimento e il respiro consapevole. Ogni tensione sciolta significa apertura di una energia che era condensata dentro e il suo libero flusso all’interno del nostro sistema. Significa liberare le nostre emozioni irrisolte per esprimersi al meglio nella via dell’Amore.

Piu il corpo diventa sottile e più si illumina” – Hatha Yoga Pradipica

 Perché avviene questo “deposito” delle emozioni nel corpo?

La prima registrazione che facciamo delle esperienze avviene a livello sensoriale, coinvolgendo pelle, muscoli, organi, tessuti, ghiandole. Le informazioni vengono così immagazzinate nella memoria implicita del corpo, che il più delle volte non è accessibile alla memoria esplicita narrativa, dunque non ne siamo coscienti.

Nel nostro corpo è inscritta tutta la nostra storia, incluse le esperienze che non ricordiamo e quelle di cui non abbiamo ancora preso consapevolezza. Quando riusciamo a creare connessioni tra corpo e mente, inconscio e conscio, memoria implicita ed esplicita, le emozioni espresse e notate possono fluire e integrarsi armoniosamente nella persona, senza ristagnare.

Se invece le emozioni restano inespresse e inascoltate senza possibilità di una presa di coscienza e integrazione con la mente, esse si cristallizzano nel corpo, creando condizioni che possono portare alla comparsa di fastidi, dolori e disfunzioni.

Lo stress comporta tensione muscolare (difese muscolari). Inizialmente è interessata la muscolatura volontaria, successivamente la contrazione diviene cronica, quindi inconscia, e interessa la muscolatura involontaria. Il muscolo rimane contratto non avendo più l’energia per espandersi. Non solo, un gruppo di muscoli in tensione esercita un’influenza su altri muscoli, sia per un fattore muscolare (biomeccanico) che nervoso (i neuroni eccitati eccitano quelli vicini). Questo potrà comportare innumerevoli disfunzioni muscolo-scheletriche e organiche. E qui subentra la pratica dello Yoga con il suo suo contributo riguardo: rilassamento della tensione muscolare, quindi psichica, ripristino del controllo neurovegetativo.

E come quando il ghiaccio si scioglie e l’acqua prende lo spazio, così anche sciogliendo le tensioni fisiche sciogliamo anche i nodi della nostra psiche, assottigliamo  la nostra coscienza,  liberando la nostra energia depositata  in forma condensata nel nostro sistema e creiamo più spazio all’interno del nostro Corpo, nella nostra Mente, nella nostra Vita. Yoga è creare lo spazio sacro all’interno del viaggio verso casa che è L’Anima.

“Il Paradiso non è un luogo; è uno stato di coscienza.”

Sri Chinmoy

 

Lo Yoga insegna L’Unità corporea.

Perdere il controllo sul proprio corpo significa, di conseguenza, perdere il controllo sui propri pensieri ed emozioni. Azioni, movimenti, respirazione consapevole hanno un ruolo centrale nei processi di rappresentazione mentale. La pratica crea uno stato di immersione all’interno della quiete, del silenzio sacro da cui sorge l’Anima.

Lo Yoga insegna a percepire il proprio corpo nello spazio coinvolgendo  il sistema nervoso centrale.

Le informazioni propriocettive derivano da recettori dispersi in tutto l’organismo (tendini, muscoli, articolazioni, apparato vestibolare, ecc.), da loro dipende la conoscenza su quale è la nostra “conformazione” e posizione spaziale; in qualche misura, per rispondere alla domanda “chi sono io?”, occorre anche rispondere alla domanda “dove sono io?”.

Jung riteneva che gli esseri umani fossero delle creature psicosomatiche, che devono preoccuparsi dei fatti dello spirito esattamente come fanno per il loro corpo. Inoltre, la nostra psiche non è personale: è connessa a quella degli altri, sia con coloro con i quali visibilmente interagiamo, sia con coloro che sono venuti prima di noi, attraverso le dinamiche dell’inconscio collettivo.

La vita va avanti bene quando questi collegamenti sono aperti, e questi flussi danno un senso e uno scopo. Al contrario, se ci sono dei blocchi, essi possono portare a problemi di salute, con manifestazioni somatiche e psicologiche. “Una psiconevrosi deve essere intesa, in ultima analisi, come la sofferenza di un’anima che non ha scoperto il suo significato”, ha scritto Jung, in un saggio argutamente intitolato “psicoterapeuti o il Clero”.

Lo Yoga permette di occuparci per migliorare la nostra energia psicofisica  personale, il che significa che prendiamo l’atto di incamminare verso la pace individuale, e soltanto dalla pace individuale è possibile raggiungere lo stato di coscienza collettiva e la Pace nel mondo. Questo è un atteggiamento sacro nei confronti della Vita, accettarsi e solo così riconciliarsi con le circostanze avverse e gli eventi della vita. Occorre, in un certo senso, fare la pace con L’Anima, sottomettendosi al suo volere.

“Sembra un atteggiamento passivo, anche se in realtà, tale accettazione produce un nuovo entusiasmo per la vita, perché l’individuo non si sente più solo nella sua lotta, ma invece tocca con mano “il significato che risveglia”.

       “Jung The power of acceptance, The Guardian”

Yoga riporta al senso Del Sacro di Vivere

Il sacro significa riconoscere l’essenziale, l’identificazione con l’Anima in ogni respiro e gesto quotidiano.

Brillare di luce propria vuol dire godere di buona autostima ed essere fieri per ciò che si È. Perché ognuno è un Anima in cammino.  Essere orgogliosi di quello che siamo e proviamo ci fa esprimere il nostro vero potenziale della nostra Essenza. E questo permette di vivere in totale pienezza e  intensità la realtà intorno a sé, oltre a essere felici e donare felicità agli altri.

Brillare di luce propria significa anche saper coltivare la reciprocità che proviene dall’interno, dal nostro cuore. Conoscere sé stessi ed essere empatici verso gli altri, comprenderne le sofferenze ed essere felici delle loro gioie.

Questa Luce, così come la fortuna e la felicità vanno costruite giorno per giorno, con la consapevolezza del fatto che meritiamo di tornare a sorridere e di rialzarci più forti delle  avversità, e con la consapevolezza che questa Luce Eterna  esiste dentro di noi dalla Nascita. Il primo passo da fare è quello di iniziare a rispettarla.